PAURA DI VOLARE!

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I pesci nuotano, gli uccelli volano, i terrestri camminano.

Noi Volatili?

Siamo Messia alternativi che passeggiano nei cieli, abituati a traffici aerei piuttosto che ingorghi sul raccordo, a guardare grattacieli dall’ alto piuttosto che dal basso, ad avere la testa fra le nuvole.

MA NOI ABBIAMO PAURA DI VOLARE?

Quante volte ci è stato chiesto?

Passeggeri ansiosi che cercano conforto, conoscenti che al primo accenno del nostro lavoro non si capacitano di come si possa trascorrere così tanto tempo con i piedi staccati dal suolo,Screenshot_2015-11-03-22-54-17_1 le signore anziane del palazzo che quando mi vedono partire bisbigliano rosari.

L’ aereo è il mezzo più sicuro al mondo.

Gli incidenti aerei toccano lo 0,05% annuo  e un viaggiatore è 60 volte più sicuro in aereo piuttosto che in auto.

La maggior parte dei disastri sono dovuti da errori umani.

Bla…bla…bla…e fra le tante banalità che si possono dire per rassicurare, consiglio sempre un giro in auto con me, per apprezzare poi, la sicurezza e la serenità che un boing 767 può regalare fin oltre oceano.

La prima volta che ho avuto veramente paura è stato all’inizio della mia carriera.

Ero entrata da poco a far parte di questo mondo, quindi non so se come tutte le cose che  accadono quando si è ancora acerbi le ricordiamo maggiormente o semplicemente, è stato terrificante.

Eravamo in crociera, cinturati per la turbolenza, quando improvvisamente, per un così detto ” vuoto d’aria” siamo scesi , in un soffio di 1000 piedi.

Pur indossando le spallari sono volata.

ll mio sedere si è staccato dal sedile, il respiro si è bloccato, lo sguardo di ognuno di noi si è pietrificato.

Fisso, immobile.

Ognuno in quei pochi attimi ha pensato a qualcosa o qualcuno in particolare.

Il mio pensiero è stato, appena scendo da qui, mollo tutto e vado a fare la barista!

Poi ci sono altri tipi di timori , che non sono dovuti a problemi tecnici, errori umani, distrazioni , scarsa comunicabilità, ma quando avvengono, creano un boato così grande e una paura così forte,  che spiazza, lascia inerme, con la sola forza di dire” GRAZIE per NON essere stata li!”

Attentati.

Terrorismo reale, psicologico, che amplifica insicurezza e paura.

Ogni persona può essere il tuo nemico, ogni bagaglio un ordigno, ogni aeroporto dinamite.

Tutti ricordano questa data , 11 settembre 2001.

Tutti ricordano quel frangente, l’istante in cui la notizia ha sommerso i tg, invaso le stazioni radiofoniche, ha visto le torri gemelle crollare.

Sappiamo ancora, a distanza di anni, dove eravamo, a cosa o chi abbiamo pensato.

Ipotesi, indignazione, colpevoli , ma mai l’ assoluta verità, perché ciò che si cela dietro questi tragici e colossali eventi, nasconde profonde ombre e tristi movimenti.

Accordi presi e poi mancati, Stati in disaccordo, denaro, potere.

Armi a doppio taglio, che finisco sempre per colpire il più debole.

Il padre di famiglia che saluta i bambini per andare al lavoro, la famiglia che si concede una vacanza per staccare la spina, un passante, TUTTI, CHIUNQUE, ma MAI i veri colpevoli di queste lucrose faide.

Per i prossimi mesi sentiremo parlare ancora di Metrojet, scatole nere, attentati, Isis.

La meta Sharm sarà bandita dai tour operator, sconsigliata dalla farnesina, setacciata, ripulita e controllata dagli agenti della sicurezza.

La mia in questi casi non è PAURA di volare, ma consapevolezza di essere affidati al caso, alla fortuna, nella triste eventualità di essere sul volo sbagliato o sulla compagnia mirata.

Porte blindate, controlli estremi alla ricerca di tracce di polvere da sparo, esplosivi, liquidi nascosti nelle suole delle scarpe, identikit.

Quando tutto apparentemente sembra tranquillo, in pochi istanti e nella migliore delle ipotesi perdono la vita 224 persone.

Gli accordi politici si rivedono, i profiles scrupolosi, le security intransigenti, le certezze si dissolvono e l’unica sensazione che assale ognuno di noi è la paura.

Paura che siano loro a scegliere le condizioni.

DOVE , COME, QUANDO.

Che il motivo per cui non sia capitato prima o altrove non abbia nulla a che vedere con il tema sicurezza, ma sia la conseguenza della loro volontà.

Lo Stato diventa l’ossimoro di tutela e legalità.

Questo è il loro scopo, terrorizzare per poter sottomettere e comandare.

Potranno anche tagliarci le ali ma non potranno mai impedirci di volare.Screenshot_2015-11-03-22-48-21_1

 

 

7 Comments
  • La Paola
    Novembre 13, 2015

    Non so.
    Ma, ogni qualvolta si desideri fare una cosa, nonostante una vena di paura, la si fa.
    Perché di fondo, vince l’istinto.

    🙂

  • Riccardo
    Novembre 14, 2015

    Per sconfiggere la tattica del “divide et impera” bisogna volare più in alto di loro, sfidando i propri limiti. Non esiste niente che può eguagliare il senso di libertà che si proverà durante questo volo.
    Purtroppo non sono in tanti ad avere il coraggio di provarci, ma quei pochi possono sicuramente dare il buon esempio 🙂

    • Sara Berettoni
      Novembre 17, 2015

      Spero tanto che il mondo in questo momento trovi il coraggio di VOLARE più in alto di loro, sarebbe la loro sconfitta..

      • Riccardo
        Novembre 18, 2015

        Se il mondo avesse anche solo un pizzico dell’umanità che traspare dalle pagine del tuo blog, saremmo sicuramente sulla buona strada!

        • Sara Berettoni
          Novembre 19, 2015

          Certe volte speriamo che le cose che per noi appaiono così semplici e giuste siano altrettanto giuste e ovvie per gli altri..
          Ma amaramente ti accorgi che più che speranza è utopia…

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