LE HOSTESS DI AIR FRANCE DICONO” NO AL VELO” SUI VOLI PER TEHERAN!

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Ancora nuovi cambiamenti di look imposti per la categoria degli assistenti di volo.

Questa volta sono le hostess della compagnia francese Air France a ribellarsi.

Grazie all’accordo sul nucleare e alla fine delle sanzioni per il paese, il prossimo 17 aprile, dopo 8 anni, la compagnia aerea riprenderà i voli con destinazione Teheran.

Un ottima opportunità economica per l’ azienda francese, se non fosse per le hostess , obbligate ad indossare categoricamente pantaloni , una giacca lunga e un velo in testa in fase di atterraggio.

“Non vogliamo mettere in causa le leggi e i costumi dell’Iran, chiediamo solo di instaurare il principio di VOLONTARIATO, per salvaguardare le libertà individuali” .

“Noi non chiediamo che le nostre hostess non lo indossino a titolo privato per le strade di Teheran, questo lo faranno, vogliamo, che mantengano la loro libertà nell’uniforme” dichiara Cristophe Pillet, segretario generale dell’ Snpnc .

Una vera e propria polemica innalzata dalle assistenti di volo, che si rifiutano e chiedono di essere esonerate, perchè private della loro libertà.

La compagnia francese qualche giorno fà, non aveva ancora risposto positivamente alle lamentele e alle richieste fatte, “Come per tutti i visitatori stranieri – si legge in un comunicato della compagnia -, anche gli equipaggi dei nostri aerei sono tenuti a rispettare le regole in vigore nei Paesi dove si ritrovano”.

Se l’esonero non fosse stato accettato, chi si fosse ribellato allo standard richiesto per la tratta Parigi- Teheran, sarebbe stato sanzionato con richiami disciplinari e decurtazioni dallo stipendio.

Fortunatamente l’ accordo in grado di riappacificare le parti è stato trovato, facendo si che solo le volontarie delle compagnia operino il volo con tre frequenze settimanali.

Una imposizione che vige nei paesi sauditi dal 1978 ,sempre rispettata, da qualsiasi altra compagnia .

Alcuni hanno giudicato il comportamento delle hostess, considerandolo un capriccio irrispettoso nei confronti di una cultura diversa; non sempre ci mettiamo nei” panni altrui” , preferiamo puntare il dito e sentenziare.

Sicuramente viviamo in un mondo multirazziale , decorato da differenti religioni , che a volte dettano rigidi dogmi e impongono costumi, ma in casi come questo, la mediazione, è la migliore forma di rispetto per entrambe le culture.

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