IO???PREFERISCO ESSERE LA ZIA FIGA A 30 MILA PIEDI✈😝

Con il passare degli anni le cose cambiano, le abitudini, le priorità, i divertimenti, ma se anno dopo anno e dopo anno ancora le cose nella mia vita restano pressoché simili senza sconvolgimenti a mò di tsunami forse c’è qualcosa che non va? Non che io voglia rivoluzionare le mie abitudini  o cambiare completamente la mia vita, ma quando le persone che mi circondano affrontano dei passi importanti inevitabilmente anche io ne subisco le conseguenze!

Sabato scorso per esempio sono uscita a fare shopping. La primavera è appena entrata, i raggi solari oramai hanno oltrepassato anche le dure barriere nebbiose milanesi e come non potevo farmi scappare i primi acquisti primaverili! Un cappottino colorato, una decolté aperta, uno smalto nuovo? invece no sono tornata a casa con 5 buste, peccato che la taglia più grande diceva da 4 a 5 anni!Non sono ancora pronta per fare la mamma, ma sono molto, moltissimo ZIA!Il passaggio da amica single , a zia single non è stato cosi traumatico, ho solo impiegato due annetti per attutire il colpo e a pensarci bene ho ancora la bocca dello stomaco dolorante.

Ebbe inizio tutto due anni e mezzo fa quando Smandala, la mia amica, ci chiamiamo cosi perché eravamo solite finire sul bancone del bar a ballare come pazze scuotendo la testa in ogni direzione non curanti di ogni circostanza, (cosa che ora potrei lasciarci un pezzo di cervicale sul bancone)mi chiamò dicendo :”DEVO DIRTI UNA COSA!”.Ero in Brasile, con il fuso appena sveglia ho percepito velocemente il messaggio e ancora oggi mi sento veramente in colpa per non aver provato quasi un briciolo di pura felicità.Mettiamola cosi, il 90% di me stessa era triste, infelice, odiava già quel marmocchietto e il 10% lo stava accettando.Adesso naturalmente lo adoro, ma non è stato cosi semplice!Era la fine di un’era, di aperitivi che iniziavano alle 19 e finivano alle 23 con la speranza che qualcuno ci desse ancora un briciolo di tavolo per mangiare e placare l’ alcool, di vacanze a Formentera, di chiacchiere stuzzicanti , di esco e chissà se domani torno.Federica ha solo “rotto” le acque a tutte le altre, che semestre dopo semestre hanno iniziato la gara della fecondazione.Oramai gli aperitivi sono solo la pre- pappa a base di crodino nei periodi di allattamento o qualche bicchiere di vino senza esagerare per tornare a casa ancora lucide e pimpanti. Le chiacchiere più bollenti riguardano le temperature alte e i microbi contagiati nelle aule d’ asilo, le notti in bianco sono insonni più che brave e per le vacanze ci si trova un pomeriggio alle terme quando i nonni sono a casa disponibili.Pur di riflesso anche le mie abitudine sono cambiate, cosi girando per negozi non posso non pensare a Federico la peste della mia Smandala, alla piccola nascitura di Fabiola, ad Alice la bamboletta di Viola, agli occhioni profondi di Ginevra, ai miei veri nipoti Serena e Alessandro che vivono in Galles e indossano ciò che compro per loro la stagione successiva, o al fagottino di Silvietta  che sta spingendo per uscire.Come non può cambiare la mia vita una volta atterrata da 30 mila piedi? Per questo adesso voglio essere ancora quella ragazza con la testa fra le nuvole che aspetta il principe azzurro, torna figa e abbronzata dai voli , mette un po’ di pepe agli aperitivi con qualche racconto sconcio, le notti insonni sulle spiagge, fa la zia , compra regali e lasciando quel pizzico di sana invidia chiude la valigia e vola via lontano…

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