…IL SENSO…

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Non ci serve molto dopotutto, se non qualcosa che soddisfi lo specchio, accresca l’anima e intenerisca il cuore.
Perché rincorriamo stereotipi piuttosto che obbiettivi.
Ci specchiamo facendo smorfie e controllando rughe, piuttosto che ammirando il sorriso.
Impauriti.
Più cinici che amorevoli.
Perdiamo l’incoscienza di essere semplicemente noi stessi, ponderiamo per restare sulle righe di un pentagramma e restare al passo di un’orchestra, senza chiederci troppo se è quella la musica che ci scorre nelle vene.
Siamo poco bambini ma troppo bambolotti.
Siamo troppo in un reality ma poco vivi.
Siamo malinconici della nostra età ma ci facciamo scappare quelle semplici opportunità.
Siamo accerchiati da adolescenti che sembramo coetani e genitori pitturati come indiani.
Siamo diversi ognuno dall’altro: chi tremendamente rigido e rigoroso,sfuggente e affascinante, troppo stabile e casalingo.
Poi chi perde ogni perchè vagabonda, sai com’è…..
Ma il SENSO DI CIÒ, qual’è?
Perchè indipendentemente da chi siamo, quando fuori tutto tace, quella voce interiore per tutti arde come brace.
La risposta é nella quotidianità, nell’ irrazionalità, in ciò che sentiamo dentro e che voltandoci abbiamo intorno.
Perchè ci sentiamo troppo giovani per non osare, dimostrare, sfidare, bere, vivere e trombare.
Ricadiamo così banalmente in quegli errori che ci eravamo ripromessi di non commettere mai più.
Ma siamo anche troppo vecchi per andare il sabato sera a ballare, per decidere di non lavorare o non risparmiare, per non correre dopo tanto mangiare, per non poterci struccare prima di andare a dormire, per non aver qualcosa da insegnare.
Ci ritroviamo a giudicare questa gioventù che è incapace perchè piuttosto che correre a nascondino si ritrova dietro qualche cespuglio facendo qualche sconcio giochino.
Siamo terrorizzati da ciò che in futuro potrà accadare, se saremo solo noi a restare , o se qualcuno con il nostro stesso cognome ci potrà ricordare.
Con chi continuare; se soli ci bastiamo, se con un animale ci aiutiamo, se in due “per sempre”, “per poco” o se grazie ad uno stabile “triangolo” sopravviviamo.
C’è chi senza arti gareggia e sorride e chi,sano fisicamente per delle futili banalità, si atrofizza mentalmente.
Quando eravamo piccolini volevamo assomigliare alla maestra, arrivare sulla luna , aiutare gli animali, emulare mamma o papà, innamorarci per sempre, pomiciare i poster degli idoli fino ad assorbire completamente l’inchiostro;lanciarci le teste del grano sulla maglia per contare quanti bambini avremo avuto da grandi, mangiare spinaci e non steroidi per avere un braccio di ferro e giocare a pallavolo per Mila senza pensare troppo al consumo di calorie.
Cercavamo un Senso più semplice o più semplicemente lo coloravamo di fantasia?
Forse non c’è ,ma credo che questo sia il mio barometro per dare il giusto senso ad ogni momento.
Prova a chiudere gli occhi, a sentirti libero di essere, senza aspettative, bilanci, pregiudizi e domandati semplicemente…
Sono FELICE così?
Questa risposta per Me, è il senso di Te…

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