GLI INCOVENIENTI DI NOI ASSISTENTI DI VOLO!

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Chi parla di lavoro mente.
È uno stile di vita che si è deciso di scegliere o che inciampando ci è caduto addosso, ma a cui difficilmente riusciamo a dire NO BASTA!
Il peso di una valigia: grande , piccola, media.
Tutte le misure giuste per una minima, un lungo raggio , un giro macchina o a volte una missione.
Conosciamo la partenza, ma mai l’incognito rientro.
In questo lavoro può accadere di tutto.
Abbiamo dei tempi di preparazione che conosciamo bene: 10 minuti per quella piccolina, 15 per la media e mezz’oretta per quella da lungo raggio.
È la nostra roulotte volante che prepariamo in automatico dimenticando comunque sempre qualcosa.
Un paio di Havaianas per il mare, delle scarpe da ginnastica, nella speranza che una scarica di adrenalina s’ impossessi di noi dopo il break del tè time, pochette di ogni forma e colore.
Il libro, uno qualsiasi, che hai visto fra le mani di un collega in sosta o che hai trovato a casa fra gli scaffali.
Cibo di prima necessità, come pacchetti di bresaola, scatolette di tonno, grissini, biscotti, una fame improvvisa nel cuore della notte all’ altra parte del mondo deve sempre essere placata.
Vitamine, papaya, aloe, bacche, guarana, ginseng, tutte le pastiglie che gli altri non prenderebbero mai in 2 vite, tu le assumi in un turno di assistenza.
Poi si parte , si atterra e non si sa bene quando si torna.
Volo cancellato, posticipato.
“Ragazzi l’ aero è rotto, ha un problema all’ A.P.U.!
Per i comuni terrestri APU sta per : Auxiliary, Power , Unit!
E’ quel generatore interno che da la carica all’ aereo anche quando i motori sono spenti.
Ma quando l’ APU fa i capricci non sempre si può decollare.
Quindi se ancora a terra, in attesa di ulteriori informazioni, dopo un’ attesa inaspettata, iniziate a sudare, vedete quei poveri assistenti di volo  che si sventolano con la safety card e schiumano mentre esercitano la demo (dimostrazione di sicurezza), tranquilli, non sono in una precoce menopausa, ma potrebbero esserci 40 gradi con  l’ A.P.U fuori uso-)
Gli infiniti ritardi dati dai mille imprevisti.

Ogni aeroporto ha il suo marchio di fabbrica.

Fiumicino.. Cos’è la puntualità per Fiumicino? Non sottovalutate eventi importanti come i derby di calcio, in quei casi ci sono sempre riunioni o scioperi sindacali inderogabili.
Una sera, dopo la mezz’ora tassativa di ritardo, eravamo pronti a fare push back (la nostra retromarcia) e partire, quando notiamo che la scala è ancora attaccata alla porta dell’ aereo oramai chiusa, senza accenni di movimento.
Che fine ha fatto l’ omino che muove la scala? Semplice aveva finito il suo turno e aveva detto: “CIAO BELLI IO VADO A CASA!!”
Malpensa? non ci sono mai le scale.
Atterri dopo 11 ore di volo, vorresti aprire e dire “ARRIVEDERCI A TUTTI “, ma no! Passi da assistente di volo a buttafuori, incastrato fra la porta e la folla, con la testa piegata nell’ oblo in attesta che il tuo salvatore, il Rampista, salga e dia una nocchia alla porta, che simboleggia il via libera per aprire e sbarcare tutti, fino all’ultimo bambino urlante.
Napoli?
Sono gentilissimi, ma a volte non sanno neanche loro cosa stanno facendo su quel piazzale, se la mozzarella di Bufala o il pieno all’aereo:-)
Poi, può capitare come a Caracas che il ritardo è per una valigia in più che nessuno ha intenzione di identificare, segni particolari? Una bandierina colombiana accanto al lucchetto.

Era solo piena zeppa di Coca-Ina!!
Ogni aeroporto ha il suo perchè, ogni valigia ai raggi svela sempre qualche scheletro nascosto, dalla zucchina vibrante alla Beretta fumante.

A volte ci può far sghignazzare o addirittura spaventare, ma raramente potrà farci annoiare!
Sarà anche per questo che difficilmente rinunciamo a “VOLARE”….

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