ESSERE ASSISTENTI DI VOLO OGGI E’ ANCORA UN PRIVILEGIO??

Essere assistenti di volo oggi è ancora un privilegio?

Guardandoci intorno lo scenario è piuttosto discrepante, passiamo dalla disperazione di persone che frugano nei cassonetti, giovani laureati alla ricerca incessante di una semplice occupazione, ricconi che strumentalizzano i social per mostrarsi, ostentare e poco lavorare.

Ma noi in tutto questo calderone dove siamo?

Io ci vedrei collocati in un limbo.

Un infuocato inferno se si pensa agli anni 80, quando essere un assistente di volo oltre ad essere un lavoro figo per la possibilità  di girare il mondo, pernottare in lussuosi hotel, era ripagato generosamente. Oppure un piccolo paradiso, se si pensa a chi quotidianamente timbra il cartelli sempre alla stessa ora, mantenendo i soliti tempi, il solito posto e un salario instabile e necessario per arrivare a fine mese o poco più..

Un lavoro che non tutti sono disposti a fare, che francamente stressa anche passivamente.

Avete provato a pensare alla vostra faccia quando siete passeggeri? Il corpo? La lucidità  che avete dopo 12 ore di volo con magari uno scalo nel mezzo? Facendo mente locale se non avete viaggiato in prima classe con champagne e pesce al cartoccio il vostro visino risulterà  un pochino centrifugato. Ora pensate che noi in quel preciso istante dobbiamo lavorare, combattere l’ altezza , il rischio, le radiazioni, la pressurizzazione, la ritenzione idrica, i conservanti che alimentano ogni singolo pasto che oltrepassi i controlli, i tacchi alti, le calze compresse d’ estate , l’ aria perennemente secca, troppo calda da tropici e a volte troppo gelida da paresi facciale.

Quando è un privilegio il nostro lavoro? Soprattutto d’ inverno, quando tutti sono pallidi e assorti, stressati. Al nord la nebbia è cosi fitta che al mattino davanti lo specchio ti vedi già  sfuocato, i capelli sono ricci appena varchi la soglia di casa, il sapore dell’ anguria e il bikini sono un ricordo cosi lontano che l’unico sogno è un brodo bollente e un pigiama di pile. mentre tutti sognano le vacanze, noi apriamo la valigia, il ” cassetto da sosta”,  e con qualche short, dei bikini colorati,  protezione 30 e l’olio 6 ( che fai prima a metterti sul grill come il polletto dell’ Esselunga )racchettoni , qualche libro per combattere la noia e alimenti di prima necessità , infiliamo la divisa , inoltriamo un messaggio vocale a tutti amici e parenti e senza voler suscitare invidia e gelosia  comunichiamo che stiamo per volare una settimana a Santo Domingo, e GUAI a chi si azzarda a dire CHE NON STAIAMO LAVORANDO!

Albergo, spiaggia, il cambio favorevole che a volte ci permette di fare anche i signori, locali notturni, tintarella e si torna alla realtà .

Molte volte si rientra un pochino più  poveri per le continue cene fuori e gli stipendi dimezzati. Ci ritroviamo a chiacchierare di esuberi, crisi, mobilità. A mangiare in piedi, sopra una box, accanto al pacco scivolo o dietro una tenta. Scolare una scatoletta di tonno nel bicchiere per preparare il pasto più salutare possibile da consumare in alta quota: riso in bianco e tonno al naturale, magari con un pochino di grana che avanza dalla business.

Evitiamo di litigare con il tizio che fischia in cabina perché  vuole un bicchiere d’ acqua, l’ altro che a forza di stare in Brasile pensa di fissarci il sedere come un assatanato, di cercare sistemazioni ai malcapitati dell’ ultima fila che urlano perché il sedile non scende e devono affrontare 9 ore di volo, ai bagni che chiedono aiuto già  in fase di decollo, al bambino che urla e al pazzo che ringhia, a 300 persone che ti chiedono ” Signorina ma lei è la stessa della settimana scorsa?”

GIURO, Non so mai cosa rispondere! ho paura di innescare in loro il diritto di fustigarmi visivamente ogni volta che passo con questi 18 mila bicchieri d’ acqua che non hanno intenzione di bere ma solo di farmi trasportare per il gusto di vedermi trottare su e già. Un po’ sadica come visione? Forse, ma vi giuro che gli occhi non mentono MAI!

Con 2 giorni di riposo dopo essere stati centrifugati per 9 ore, un fuso che per i prossimi giorni ci farà  svegliare alle 6, ci appisoliamo improvvisamente in palestra mentre aspettiamo che si liberi la macchina per gli squat, mangiamo salato al mattino mentre chi ci sta accanto cerca brioche e cappuccino, sbrighiamo le commissioni di un mese in 48 ore,  la nostra vita sociale e amorosa accantonata fra una lavatrice da stendere e un reggiseno di pizzo, ritiriamo la divisa in lavanderia e ripartiamo per un nuovo viaggio, che sia nell’ emisfero opposto , che sia su e giù per l’ Italia, che sia ovunque ma che difficilmente ci riporti la sera nel nostro stesso letto.

Siamo sfuggenti, in crisi, esauriti, complicati , privilegiati e svantaggiati, ma una cosa è certa, NOI NON FACCIAMO, NOI SIAMO ASSISTENTI DI VOLO!

 

 

 

 

 

 

No Comments Yet.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *