DOVEVA ESSERE UN VOLO TRANQUILLO FINO A QUANDO….

Lavori noiosi , soliti routine, medesimi orari, pensieri sconosciuti con il mio lavoro.

Come categoria giriamo il mondo , torniamo abbronzati, abbiamo la possibilità di allenarci, mangiamo ogni sera sotto un cielo stellato differente, siamo da molti invidiati ma solo pochi conoscono l’ altra faccia della medaglia.

Doveva essere un voletto tranquillo. 7 ore e trenta e si vola a casa pensavo, quando all’ imbarco arriva lei con il suo cagnolino al guinzaglio come sul lungo mare di Ostia.

Credo non sia una novità che in aereo non si possa fumare, occupare la business avendo un biglietto di economica, passeggiare tranquillamente con il proprio cane ma evidentemente la signora ha avuto un lungo vuoto di memoria. Il volo è iniziato con la discussione infinita sul dove e come posizionare il cane nella sua gabbietta ed è sfociato in una rissa verbale che vedeva la signora martire scontrarsi contro il carnefice equipaggio che non le aveva lasciato correre la sua totale anarchia. Il tutto si è concluso con l’ insulto finale al collega gay  Lei è una checca isterica con il ciclo!”Appellativo leggermente discriminante e omofobo. Tutto questo solo per un cane in gabbietta!

Credevo che lo spettacolo in volo si fosse concluso ma il secondo atto ha riaperto il sipario ad una signora abbastanza in carne con l’ alito non del tutto fresco e  delle ghiandole sudorifere piuttosto provate che è arrivata lamentandosi del passeggero di fronte un pochino scurrile e disinvolto nel linguaggio.

Dopo essersi chinata per parlare con la vicina la signora ha involontariamente appoggiato il suo profilo un pochino abbondante in faccia al signore calpestandogli un piede e lui senza neanche pensarci due volte le ha imprecato contro.

Premettiamo che non sono accettate reazioni simili, che l’ educazione è il pilastro della convivenza civile soprattutto in spazi ridotti a 30 mila piedi di altezza, ma rispondere con il crocifisso recitando dei versetti della Bibbia mi ha lasciato un pochino interdetta.

Calmati gli animi, e diviso per quieto vivere i credenti dal girone degli infedeli, è tornata la quiete.

Lo stress e le peripezie della giornata hanno messo a dura prova il clima pressurizzato del volo e cosi il passeggero nell’ ultima fila ha pensato bene di appartarsi discretamente sotto la coperta e allentare la tensione con gemiti strani.

Qui non si può evitare di dire “OH MIO DIOO!!!”

Cosa dite dopo un volo del genere li meritiamo questi 3 giorni sotto il sole di Zanzibar, oppure NO?

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