CAFFÈ, TÈ, ME?

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Ed inizia tutto fra le nuvole. L’ ennesimo viaggio diretto alle Maldive, dove il motto di ogni giorno è : Caffè, tè, Me?!
Perché c’é chi vive sul raccordo e sbraita in tangenziale, chi timbra puntualmente il cartellino al mattino, e chi passeggia in un tubo di metallo, si scontra con piedi puzzolenti e gravi problemi di aereofagia ad alta quota, perché per chi non fosse bene informato, l’ alta pressione oltre a far scoppiare i pacchetti di croissant e lievitare le vostre gambe come cotechini di natale, crea anche gas pestinenziali privi di un sincero e sicuro colpevole.
La mia prospettiva è sempre un pó diversa dalla vostra.
Visti da quaggiù, come sento spesso dire “cucina”, non vedo persone, ma gambe trinciate da un corridoio all’ altro, bambini incastrati sotto poltrone e teste decapitate che penzolano fuori dal sedile, rumori, bave, forfora.
Più che un aereo mi sembra di muovermi in un carro bestiame da 274 razze. Poco fa si è avvicinato un ragazzo con in mano il suo cellulare, premetto che siamo a 11000 metri di altezza.
“Signorina alcune compagnie hanno la rete, io ho bisogno della rete wifi, devo assolutamente capire cosa ha fatto il Milan stasera.
Cosa mai dovrei rispondere ad uno che mentre mi pone questi aguzzi e lussuosi quesiti viaggia con il piede del vicino incastrato nel costato e tenta di dormire su un sedile che si reclina per pazienti che hanno subito operazioni alla spina dorsale e sono ancora muniti di gesso e collarino?
“Sono rammaricata Signore, non c’é wifi in aereo, ma provi accanto al finestrino, le vie del Signore sono infinite…”

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