AMORI, PETTEGOLEZZI E DOLORI A30MILAPIEDI

Amori, motori, gioie e dolori.
Ciò che in alta quota si gonfia a volte scoppia. Scoppiano i finti sorrisi, le lacrime isteriche, le tresche proibite, le furiose incallite.
Le storie d’ ufficio sono stressanti, ma si può escogitare il modo di sgattaiolare in pausa pranzo: il gatto sta male, il basilico ha bisogno di acqua, l’idraulico a casa.
A 30 MILA PIEDI come si fa??

Imprigionati in un tubo. Troppo alti per uscire a prendere una boccata d’ aria, fumarsi una sigaretta, mandare un messaggio vocale di disperazione al proprio confidente.

Si deve trattenere il fiato e sperare di atterrare sani e salvi!

Possiamo volare con chi non amiamo molto per un solo giorno, ma quando il gioco si fa duro i turni ci omaggiano di una settimana sperduti sull’ atollo irraggiungibile alle Maldive .
Il pettegolezzo nel nostro lavoro regge il banco. Discorsi monosillabici, sguardi gelidi come ghiacciai al polo nord, piccoli schieramenti.
Un piccolo romanzo di Harmony stilato in un Cabin Crew Manual, un interminabile serie di Beautiful dove c’é sempre la Brooke troietta che si struscia accanto al collega e vede pellicole su pellicole di film ad ogni fine serata tornando dalla sosta più rilassata.
I maschietti si preparano, portano incensi profumati, le donne tolgono i mutandoni e mettono tanga e babydoll, dovessero mai sentirsi assetate durante la notte….
Ma quando c’è qualche fidanzato di mezzo e si finisce a letto, vuoi per un dawa di troppo o per un senso di colpa in meno, il volo si complica. Qualche parola scurrile fra un tè e caffè può volare in cabina o un post su facebook riesce a far  mettere “le ali” anche a chi è rimasto con i piedi per terra.
Quante aminemiche vediamo? Le più clamorose battute di cui posso portare testimonianza sono state: “CONTROLLALO, DELLE ALTRE NON MI FIDO!!”
Lo ha controllato cosi bene che gli ha proposto una visita accurata dall’ urologo, con tanto di camice e crocerossina sulla fronte.
Poi ci sono le colleghe inseparabili, che si raccontano ogni dettaglio e accortezza dell’ altro, regalando le carte giuste per poterlo scoprire e magari gustare all’ insaputa dell’ altra, perché una preda complicata è sempre più appetitosa.

Non siamo delle bestie come categoria ma a forza di addentare picanhã e fare safari qualche istinto animale torna agli arbori.

Ricordate NON c’è Savana senza iene, come NON c’è volo senza “Pene”

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