ALZA GLI OCCHI AL CIELO, FRA LE NUVOLE CI SIAMO NOI!

Oggi la mia giornata non è molto impegnativa, piuttosto dispersiva.

In ballo da 10 ore per lavorare effettivamente 50 minuti e percepire all’incirca 20 euro che riesco a spendere in un battito di ciglia al duty free!

Malpensa -Linate-Roma in trasferimento da passeggera ,due orette e mezza in transito in aeroporto nell’ attesa che il volo proveniente da Mauritius atterri per poter sostituire l’ equipaggio esausto e far rientro a Malpensa.
Abbiamo decisamente prospettive di lavoro diverse, io la vita la vedo maggiormente dall’alto e non per la mia generosa statura.
Quando iniziate la vostra giornata sulla terra ferma bloccati in tangenziale, in coda al semaforo e vi capita di alzare gli occhi al cielo perché sta iniziando a diluviare e avete dimenticato l’ ombrello proprio accanto alla porta, oppure ci sono nuvolette e pioggerellina e siete appena usciti dal parrucchiere, rincuoratevi, lassù c’è qualcuno più nervoso di voi che sta cercando di lavorare ma si ritrova a giocare sulle montagne russe con in mano bevande bollenti.
Posso assicurarvi che quelle piccole nuvolette che scherzosamente interpretiamo dal basso con cuoricini, volti di qualche brutta bacucca che non ci piace affatto o il visino dolce di un cagnolino, per noi sono piccole stronzette che quando si uniscono non fanno che farci saltare da una parte all’altra, tipo ADESSO!!!
Sono le 18.30 in questo momento e posso assicurarvi che il tramonto da questa prospettiva è qualcosa di speciale, regala l’ impressione di poterci entrare, una palla arancione che si perde fra le nuvole, peccato che il tempo di volo è cosi breve che in soli 20 minuti siamo di nuovo pronti a ricadere in questo grigiore che ha cancellato in un attimo tutta la magia e il volto del passeggero al mio fianco ne è la prova vivente.
Dovrei portarlo a fare un giro a bordo della mia Lancia, sarebbe veramente in grado di apprezzare questo leggero attimo di offuscato pericolo.
Devo farvi però una piccola confessione. A volte quando anch’io mi siedo comunemente in cabina, abbandono la mia postazione e nulla è più veramente sotto controllo, alle forti e improvvise scosse, anche a me, capita di sobbalzare e guardare incredula fuori dal finestrino.
Sarà l’ età che avanza e con essa quella piccola dose di responsabilità e paura? Oppure il fatto di non conoscere la macchina con cui sto volando che non mi permette di riconoscere i fischi , i movimenti, tutti quei rumori improvvisi che come in un elettro shock suscitano domande e ingestibili ansie.
In servizio noi conosciamo il rumore della porta 3 right in fase di decollo, il fischio della guarnizione, il flash del bagno nella zona centrale che per un estraneo sta risucchiando qualcosa di losco, quella vite che traballa sulle overwing, quella cappelliera che appare mezza aperte , il carrello che scende come l’ astronave di E.T, i reverse thrust in fase di atterraggio per non consumare troppo i freni, quel vortice assurdo in discesa nella parte posteriore sul 767, TUTTO in poche parole, tutto quello che per un passeggero può risultare anomalo, pauroso, problematico per noi è “NORMALE”.

Come vi avranno detto in molti la tecnica per viaggiare sereni, che siate passeggeri esperti o acerbi principianti, è osservarne il sorriso, l’espressione e le movenze delle assistenti di volo in servizio perché le padrone di case difficilmente sbagliano!

Quindi il signore seduto accanto a me farebbe bene a cercare sguardi confortevoli altrove, oggi non sono io a doverlo rasserenare!

Enjoy your flight✈✈✈

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