✈ SI VOLA A SHENZHEN

Cos’è più importante il viaggio o la destinazione? L’uovo o la gallina?

Questa volta la mia destinazione è Shenzhen ,appartenente  alla provincia di Guangdong nella Cina continentale meridionale, confina con Hong Kong e in questo periodo la temperatura si aggira intorno ai 30 gradi con un tasso di umidità dell’ 82%.

Il viaggio è iniziato da Malpensa, ho parcheggiato come sempre la mia auto da http://kamehaparking.it/ e come una semplice passeggera seduta mi sono accomodata alla fila 38 A accanto al finestrino, incastrata fra bagagli,  mille pochette, il pc, i viveri di prima necessità, qualche giornale per il viaggio, un termos per il te, un cuscino per la schiena e un sonnifero per dare un taglio a queste infinite 11 ore di volo.

Quando mi ritrovo su questi voli vorrei chiedere scusa a tutti quei passeggeri a cui sorrido con disprezzo perché intralciano i corridoi ,si alzano per andare in bagno durante il servizio, non riescono in pochi istanti a riordinare tutto prima dell’ atterraggio, cercano spazio sul bracciolo, chiedono acqua come assetati nel deserto. Scusatemi se i miei occhi vi fulminano, adesso continueranno a farlo, ma con estrema comprensione!

Torniamo al “viaggio”: 11 ore di volo con scalo a Shanghai, 6 ore di transito a cercare Starbucks per il mio chai latte, testare qualsiasi poltrona massaggiante con una durata superiore ai 25 minuti, tentare di corrompere l’hostess della Vip Lounge, e infine addormentarsi come super Vicky: pseuda composta davanti al gate!

Arrivati a Shenzhen dopo un giorno di viaggio mi rendo conto di non aver ancora visto il buio, da questa parte siamo schizzati a + 6! La cosa sconcertante è mettere il piede fuori dall’aeroporto , oltre alla loro massima precisione e i caschetti buffi che incorniciano il viso un getto di aria bollente mi stringe il foulard e mi risucchia nei miei collant a compressione. In poche parole al terzo passo inizierete a sentire un certo calore e legherete i capelli, andando poco più avanti le prime gocce scenderanno sulla schiena, le gambe si faranno pesanti, slaccerete l’ orologio, inizierete disperatamente a cercare un filo di vento che non esiste naturalmente, un piccolo angolo di aria condizionata, ossigeno…Abbandonate le speranze, rassegnatevi e continuate a camminare , parlate poco e sperate di non svenire ad un incrocio, gli scooter, le auto, gli autobus, viaggiano con motori cosi silenziosi in grado di calpestarvi senza che nessuno ci faccia caso( una strategia comunista😊)

Il mio soggiorno è cosi breve che non c’è molto tempo per dormire. In poco tempo devo cercare di capire dove sono, qualche parola in più oltre al Nihao, cercare centri commerciali per acquistare questi 17 Rolex fAKE commissionati, comprare una quantità eccessiva e intrasportabile di Dragon fruit (uno dei miei frutti preferiti)visitare quel poco di Shenzhen, scattare selfie e scovare la scimmietta spacciatrice di Mister Ciao, dicono si sia trasferita da queste parti…

Prese le camere, cosa si fa? Siamo assistenti di volo, la parola ESTENSIONE fa parte del nostro vocabolario quotidiano, quindi resettiamo il cervello dopo la doccia e andiamo in estensione per girare la città.

Una cosa che amo sono i massaggi, credo di aver fatto massaggi anche nel posto più sperduto della terra, perché ricordatevi, c’è sempre chi vuole mettervi le mani addosso😊 e in Cina non posso rifiutare.

Inizia il primo contatto con il mondo reale, con le mie colleghe poniamo le solite domande per cercare un centro massaggi: la distanza, il prezzo e da qui realizziamo una cosa importante: OH MIO DIO, COSA STANNO DICENDO!? Alla domanda “ DO YOU SPEAK ENGLISH? Ti guardano perplessi, farfugliano, iniziano ad intimidirsi , chiamano gli amici e scoppiano in una risata collettiva, scuotono la testa e scappano.

Non ci resta che vagare con un biglietto di geroglifici in mano e fare versi ai passanti.

Si aggirano tutti su dei motorini elettrici con un ombrello protettore, alcuni indossano occhiali e mascherine come scippatori seriali e non esistono gli STOP!

Prima finiamo in una libreria per massaggi, poi finalmente troviamo il centro. La comunicazione con loro è simile ad un dialogo di sordo muti interrotto da alcune strampalate traduzioni di Google traslate. Finiamo in questo corridoio lunghissimo e solo dopo solo 50 minuti di trattative indossiamo un kimono che fa molto Geisha. Inizia la tortura. Mi hanno calpestato, preso a calci, e sotto consiglio della collega ho letteralmente preso fuoco , marchi che porterò per almeno 15 giorni! Tutto questo con il sorriso .

Pagamento? C’è scritto Visa, ma non esiste. AL supermercato, nei negozi, al centro commerciale, al ristorante. Si può pagare con il loro circuito, non accettano carte, dollari o euro, quindi cambiate, prelevate o scappate😊”

Dopo 36 ore di estensione, una schiena a pois, senza soldi e senza cena , mentre in Italia hanno già vissuto quasi due giorni pieni io vedo per la prima volta la notte e crollo in coma nel letto.

Dopo una colazione a base di noodles ci perdiamo nelle vie della città. Qualsiasi cosa “inutile” stiate cercando qui c’è! Di ogni forma , colore, disegno, al led o infrarossi è sugli scaffali a metà prezzo. Il termos è la loro coperta di Linus, infatti io con la mia media di 12 tisane al giorno mi sento addirittura in difetto.

Il centro è distante un’ora dall’albergo, quindi lo shopping dei veri falsi è rimandato alla prossima rotazione, per ora torno in Italia con una valigia di Dragon ,le perle di saggezza incomprese di qualche antenata, marchi a fuoco sulla pelle e con la voglia di tornare.

Sono rimasta positivamente stupita, mi aspettavo sputacchiere come posacenere, sporco ovunque, caos per le strade,  strafottenza, invece ho incontrato solo due vecchietti dalla saliva facile, riverenza, giusto  un topino per la via e la sensazione di essere una Vip per la quantità infinita di selfie che LORO hanno scattato con NOI.

Dei contanti, un ventilatore portatile, un dizionario, una scatola di melatonina , un pochino di pazienza e HUANYING DENGJì! 

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