VOLATE LINEA, MA RIDATEMI IL CHARTER!!!

Sveglia ore 1.10, pick-up 2.10, Dakar – Malpensa, il sogno di ogni assistente di volo.
Sono le 4.45 del mattino ed  oltre ad una cabina accasciata , qualche piede che intralcia il corridoio, dei grugniti provenienti dall’ ultima fila e le mie 5 tazze di caffè per impedire che la mia posizione eretta e l’occhio vigile cadano definitivamente in catalessi, non percepisco  nulla di buono.
LO AMMETTO, non sono queste le soste che amo fare, ma in questo ultimo periodo qualsiasi rotazione con una sosta superiore alle 22 ore, con una temperatura superiore ai 16 gradi è accettabile e appetibile.
Il primo inverno senza un filo di abbronzatura, un viso pallido, come tutti i comuni mortali il mio segno del costume è solo un ricordo lontano rinfrescato da una lampada  di 15 minuti , senza filtri e tanto olio.
I massaggi in spiaggia a Mombasa al tramonto, le partite a beach , il tea time, la colazione infinita prima di svenire in spiaggia, la corsa al lettino più vicino al bagnasciuga, il bracciale del potere, L’ all inclusive , l’ aperitivo nella camera del Comandante, sempre più grande e a volte, sempre più trafficata, le sbronze in spiaggia davanti al falò, i bagni notturni in piscina seguiti dalle litigate minatorie degli albergatori alla compagnia, gli sguardi, le chiacchiere, i grattini, i tradimenti ,i colleghi….

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Tutto questo è solo un vago, lontano e idilliaco ricordo spazzato via dall’arrivo di questi fantomatici 330, dai voli di linea giornalieri, puntuali, qatarini, nelle grandi città, con alberghi in periferie sconosciute e chilometriche dal centro, SENZA SOLE , SENZA MARE, SENZA AMORE.
Prima si partiva con una valigia di bikini ,short e havaianas, si rientrava dopo una settimana rilassati, abbronzati e pieni di ricordi.
OGGI? Un piccolo trolley, il minimo indispensabile, scarpe da ginnastica se proprio vogliamo dimostrare il nostro coraggio sportivo, tappi per contrastare qualsiasi rumore possa infastidire le nostre striminzite ore di sonno, mascherina per i primi raggi di un sole che non siamo ancora in grado di volere, melatonina 500 usata con abuso, Netflix, cibo di scorta se le forze per uscire non sono sufficienti a mangiare un boccone, scarpe e  abiti comodi, posta aziendale sempre attiva , soliti discorsi lavorativi, sindacali, tanti malumori senza neanche una buona dose di gin lemon che li assapori.
Pensare che c’è a chi piace questo tram-tram!
Io nel frattempo mi preparo un altro caffè, svuoto il forno, allestisco il carrello, leggo un annuncio, assicuro il galley, esco con il servizio, assicuro la cabina, atterro e continuo a sperare che il charter caraibico torni presto, anche a volte, a far breccia nel mio cuore❤️❤️